00 28/01/2010 09:37
Il Romanista - L'esultanza. Si chiama Pizarro. C’è voluto qualche anno e qualche tonnellata di calcio sublime per scoprirsi unanimi sul cileno. Immenso giocatore. Totti e De Rossi lo sanno da sempre, noi ci abbiamo messo del tempo. Abbiamo idolatrato mezze seghe. Il cileno ci perdonerà. Ci ha già perdonato. La malinconia. Si chiama Jeremy Mènez. I suoi quarantacinque minuti con il Catania li trovi nel manuale del “non vorrei e non posso”. Nella patologia di chi si resume quello che non è. Non ha fatto altro che inciampare sulla delirante idea che ha di sé. Il dubbio. Ma è quasi un sospetto. Si chiama Claudio Ranieri. Che sia L’ un grandissimo sergente buono per le “sporche dozzine”, il più bravo di tutti a pilotare emergenze nel deserto o nella foresta nera. Uomo di efferata concretezza. Che ti estirpa il cancro. Unico al mondo in questo. Individua il male e ci va giù pesante, chirurgia alla buona, da zone di guerra. Il bambino buttato via con l’acqua sporca. Sceglie la squadra, la “sporca dozzina”, quelli che lo aiuteranno a dire qui a maggio “missione compiuta”, dimentica gli altri. Mettiamo insieme un po’ di indizi e vediamo se fanno una prova: lo stesso Ménez, Cerci, Andreolli, Okaka. Pensiamo al Motta giubilato in favore del soldato Cassetti, pensiamo al già remoto Guberti o al mai emerso Faty. Tutti “bambini”, appunto, direbbe Mourinho. Non funzionali al pragmatismo feroce di un uomo che vede solo il presente, ignora la prospettiva. Stiamo parlando di giocatori diversi tra loro, talenti veri e presunti, qualcuno irritante, altri certo inadeguati, ma tutti piuttosto bistrattati da Ranieri. Perfetto nel motivare la “sporca dozzina”, a dir poco sommario nel gestire il resto. Il problema è che questo resto potrebbe essere il futuro della Roma. Di una società, cioè, che già “naviga a vista” di suo e che avrebbe un sacrosanto bisogno di visione strategica prima ancora che di un geniale pronto soccorso. Anche il Titanic quella notte navigava a vista. Ci si fidava dei propri occhi. E la gente festeggiava, mentre l’iceberg era lì e nessuno lo vedeva.

forse è uno degli articoli-sfondone più macroscopici letti negli ultimi 5 anni....
ma perchè fanno scrivere questa gente?