Senza Padroni Quindi Romanisti
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Concerti, recensioni, nuovi album e.. playlist

Last Update: 6/26/2019 12:37 PM
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2/10/2012 12:38 PM
 
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sì molto bella ma quando parla di musica nazionalpopolare va a cozzare pesantemente con i loro ultimi lavori .
Si professa punk , rock , nell'anima è rimasto così ma non appare e non si sente più , purtroppo.
Sarebbe stato immenso se alla domanada "i Litfiba si sono fermati a 17 re?" avesse risposto sì .

Sono qualunquista e banale ma mi mancano troppo quei i Litfiba e quel Pelù (per me la voce maschile più bella della musica italiana di sempre)
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2/10/2012 2:23 PM
 
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beh è chiaro che si sono cacati addosso da tempo.
e come musica, e come testi.

"dittatura e religione fanno l'orgia sul balcone" per esempio, non mi risulta che alcun altro abbia detto una cosa anche lontanamente pargonabile.

faccio come Nick Hornby in "Alta fedeltà" e traccio i miei "migliori 5" italiani:

1) Marlene Kuntz (fino a "ho ucciso paranoia")
2) CCCP
3) Litfiba (fino a "17 Re")
4) Battiato
5) PFM

poi diciamo che per me c'è più o meno il vuoto.
[Edited by giove(R) 2/10/2012 2:24 PM]


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2/10/2012 6:13 PM
 
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per i Litfiba, 17Re resta il top però direi che Pirata è lo spartiacque, per me anche Litfiba3 non è male.
Quanto al rock italiano, di qualità era un pò tutto il movimento prog..Banco, Osanna, Area, Orme etc.Purtroppo molti di quelli usciti da quel periodo poi si sono dati al pop..Alan Sorrenti su tutti.
[Edited by Sound72 2/10/2012 6:13 PM]
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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2/13/2012 3:32 PM
 
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dei Litfiba-"off" posso farmi piacere pure Proibito, Gioconda ed El Diablo dai... di più non posso proprio concedere.


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2/13/2012 4:32 PM
 
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"Lo spettacolo " la potrebbe cantare insieme a Vasco [SM=g11491]
Ah, limitatamente alla produzione anni'80 ci metto pure i Diaframma, qualcosa della new wave bolognese ( Gaznevada ) e pure i Denovo in quel periodo.
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2/13/2012 4:49 PM
 
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no non ce la posso fà. un minimo di rock ce lo devo trovare..
o almeno (ecco perchè metto Battiato lì in mezzo) devo trovare qualcosa di "davvero speciale", come appunto i testi.

poi che c'entra una canzone qui, una canzone là mi posso far piacere tante cose, da 7-8 canzoni di Vasco a 3-4 pure dei Ricchi e Poveri.

però come ho detto, ho fatto come in Altà Fedeltà, e quando stili certe classifiche, è inevitabile far rotolare giù dalla torre moltidtudini di teste.


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2/15/2012 10:03 AM
 
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Re:
giove(R), 24/01/2012 10.34:

beh ma lì c'è amicizia tra may e zucchero.
comunque si potrebbe commentare con il ritornello della prima canzone di sanremo della stessa fornaciara:
"sono in down, down, down"

invece la gran cosa è che vanno anche i Marlene Kuntz!
certo, naturalmente dopo i primi 3 dischi io li ho abbandonati, salvo qualche altro loro concerto che sono comunque andato a vedere (ne avrò visti una decina)... si erano troppo ammorbiditi... poi sta canzone qua, il titolo dice già tutto,s arà una ballatona.

però Cristiano "Marco Delvecchio" Godano (l'ho soprannominato così da un decennio fa), è qualcuno, l'ho sempre ammirato. è un artista a tutto tondo, cantante, scrittore, poeta. uno che insomma "doveva uscire".
insomma sono contento di rivederli, anche se vanno a Sanremo.
tra l'altro sul loro sito, hanno addirittura scritto una lettera aperta ai fan, spiegnadone le ragioni.
che poi è una cosa in linea con loro e con Cristiano Godano in particolare, che è sempre stato uno trasparente, cui piace parlare e spiegare, impressione ricavata e confermata il paio di volte che ho avuto l'occasione di parlarci.

io poi Sanremo lo vedo sempre, data la mia primissima formazione musicale a base di canzone napoletane e melodici anni 60 (da Claudio Villa a Peppino di Capri a Gianni Morandi a casa mia era un macello), la canzone italiana, che poi ho finito per odiare, ma che ti resta dentro, c'è sempre stata.

a Sanremo ho sempre sognato di andare, da aspirante cantante come sono stato e sono. all'inizio per partecipare, poi quando scoprìì il rock di vari generei, per spaccergli tutto e fare la band maledetta che esce scortata in manette dalla polizia.

abeh insomma me lo vedrò come sempre, mi cacherò il cazzo, mi divertirò, cambierò canale, apprezzero un grammo e disprezzerò una tonnellata.
in più stavolta ci sono i Marlene. e con Patti Smith!!!!




aho..mamma mia che pena ieri Sanremo..
ho fatto zapping 2-3 volte...a parte una ripassata di parolacce e un pò di sano qualunquismo di celentano ma che era??
manco il voto della giuria funzionava..roba da rimpiangersi giorno e notte la dittatura di pippo baudo..
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2/15/2012 11:30 AM
 
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una pena davvero.
a pezzi su tutto. microfoni che non funzionano, computer bloccati, na caciara.

comunque me lo sò visto [SM=g7554]. facendo zapping quanto vuoi, ma me lo sò visto.

delle canzoni che dire... una vagonata di monnezza.
vediamo oggi dopo il secondo ascolto.
forse ho sentito un paio di cose interessanti ma...

invece la canzone dei Marlene non mi è dispiaciuta, ma qui sono di parte...

chiaro... molto soft. ma molto. Sonica, Retrattile, Mala mela, Come stavamo ieri, Ape regina, ecc.. sono tutt'altra roba, ci mancherrebbe.

ma pure queste...vestigia dei Marlene che furono.. a me me piasce.

comunque, restando al testo della canzone, io devo dire che per me "l'infelicità sarà spesso incomprensibile". [SM=g8305]


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2/15/2012 1:28 PM
 
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Andiamo a Sanremo
Pubblicato il 15 gennaio 2012 da marlenekuntz

Siamo un gruppo che ha sempre cercato di non precludersi la possibilità di sperimentare nuovi approcci, assecondando la curiosità piuttosto che il calcolo.

Andare a Sanremo per certi versi ha a che fare, anche, con la curiosità di cimentarsi in qualcosa di nuovo che ci potrebbe divertire.

Spesso, per contro, il non andare a Sanremo da parte di certi gruppi non ha esattamente a che fare con una sorta di intransigenza o snobismo che vieta l’eventualità di mescolarsi con artisti che non si apprezza, ma con il calcolo di evitare di nuocere al proprio pubblico (più precisamente: di evitare che il proprio pubblico ti diventi nemico… E chissà poi perché il tuo pubblico dovrebbe diventarti nemico).

Esattamente come qualsiasi gruppo si può imporre di non fare certe cose perché potrebbero rovinargli una carriera: cosa ampiamente ragionevole, se si pensa se un giorno noi desiderassimo, ad esempio, fare delle canzoncine allegre, del tutto pop, commerciali, argute o meno che fossero, per puro divertimento: perché no, se non per il fatto che il tuo pubblico letteralmente ti massacrerebbe? Ma questo tipo di calcolo non è forse più emblematico del senso della “marchetta” rispetto al fare e sperimentare ciò si vuole? Ci daranno dei marchettari per il nostro andare a Sanremo? Ma non è forse più marchettaro fare ciò che il tuo pubblico si aspetta da te per puro calcolo?

Marlene Kuntz



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2/17/2012 8:08 PM
 
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Sempre bello ascoltare "impressioni di settembre".
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Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che delle sardine stanno per essere gettate in mare (Cantona)
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2/21/2012 10:59 AM
 
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la posto qua [SM=g7557]


Berlusconi cambia l'inno del Pdl
J.Ax: l'ha copiato dagli Articolo 31


Alessandro Aleotti, alias J-Ax, ex leader degli “Articolo 31”,
Il rapper: "Denuncio il Cavaliere"
Nel mirino la strofa ispirata al successo "Gente che spera"


Alessandro Aleotti, alias J-Ax, ex leader degli “Articolo 31”, non sembra aver gradito le presunte somiglianze tra il nuovo inno del Pdl e una vecchia hit della band. «Noi siamo il popolo della libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà», è il ritonello della canzone “Gente della libertà”, che Silvio Berlusconi ha fatto ascoltare allo stato maggiore del partito per la prima volta, ieri sera a Villa Gernetto.

Parole che ricordano “Gente che spera”, contenuta nel settimo album degli “Articolo 31”, datato 2002. E a chi glielo ha fatto notare ieri sera tardi, postando il testo dell’inno sul suo profilo twitter e chiedendo se si sentisse imbarazzato, J-Ax ha risposto: «Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile».

lastampa.it
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3/1/2012 5:35 PM
 
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Lucio Dalla e la canzone
La rivincita del genio


Piccolo, sgraziato, irsuto come un primate, trovò la sua strada, contro ogni pronostico, negli anni Sessanta dello ye-ye. Entrato in punta di piedi nella cittadella del pop, come un cavallo di Troia, per poi sconvolgerne gli schemi



Negli anni Sessanta non gli fu facile farsi spazio nel mondo della canzone. Erano gli anni del boom economico, dopo l'America di Elvis e l'Inghilterra dei Beatles, anche in Italia la gioventù assurgeva a protagonista con i suoi gusti, i suoi consumi e la sua voglia sfrenata di divertimento. Per la musica leggera, era il passaggio dal bel canto agli urlatori e ai bei volti da classifica, dall'orgoglioso ultimo gladiatore Claudio Villa a Gianni Morandi, Al Bano e i "musicarelli". Eppure Lucio Dalla, piccolo, sgraziato, irsuto come un primate, trovò la sua strada, contro ogni pronostico. Quasi un cavallo di Troia, Lucio, entrato in punta di piedi nella cittadella del pop, per poi sconvolgerne gli schemi a partire dagli anni Settanta. Anni ben poco da canzonetta.

Lucio Dalla è un musicista di formazione jazz, clarinettista e sassofonista, talvolta tastierista, cresciuto musicalmente nella Bologna delle cantine affrescata più tardi dal cinema di Pupi Avati. Il passaggio alla canzone si consuma tra il 1964 (esordio al Cantagiro con Lei, scritta da Gino Paoli) e il 1971, quando a Sanremo presenta una canzone straordinaria, sfida lirica all'assioma "cuore amore" e alla spensieratezza "ye-ye" del decennio appena concluso. Il titolo è il giorno del debutto alla vita di Lucio: 4 marzo 1943, testo tratto da versi della poetessa Paola Pallottino. "Per la gente del porto io sono Gesù Bambino...", un salto mortale nell'Italia cattolica e democristiana.
Ma il mondo sta cambiando, Lucio Dalla finisce sul podio, al terzo posto.

La mutazione personale di Lucio era già in atto. Nel 1970, Dalla è un protagonista della "Tv dei ragazzi", conduttore di Eroi di cartone, primo programma di approfondimento monografico sui grandi del fumetto e dei cartoon. E proprio Fumetto è il titolo della sigla, brano tratto dal secondo album Terra di Gaibola, anche se il testo della sigla differisce leggermente dalla versione discografica. Canzone in cui Dalla scandisce i nomi di Nembo Kid, Asterix e il Barone Rosso quasi in "scat", tecnica vocale jazzistica. Altro che Canzonissima...

La maturazione del vero Dalla avviene tra 1974 e 1977, col passaggio dalla collaborazione ai testi con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi al sodalizio con il poeta Roberto Roversi. Quattro anni e tre album, che la critica definì fondamentali per la canzone d'autore italiana. Sperimentale Il giorno aveva cinque teste, coraggioso ma più allineato con la forma canzone Anidride solforosa. Atto conclusivo, nel 1976, Il futuro dell'automobile e altre storie, spettacolo teatrale trasmesso anche dalla Rai. Dalla svincolò parte delle canzoni, tra cui la celebre Nuvolari e Il motore del 2000, dallo spettacolo e le raccolse nel nuovo disco. Roversi, contrario, decise di non firmare l'album col suo nome ma con lo pseudonimo di Norisso.

Nel frattempo, era il 1975, fa il suo apparire al fianco di Lucio un nuovo compagno di viaggio: Francesco De Gregori. I due scrivono insieme la musica per Pablo, che De Gregori inserì in Rimmel, e per Giovane esploratore Tobia, inclusa l'anno dopo in Bufalo Bill. Con la contestazione del 1977, il "cantautore" Lucio Dalla è pronto a raccogliere i frutti commerciali del suo seminato, a partire da Com'è profondo il mare e soprattutto con Lucio Dalla, forse il suo disco perfetto, contenente canzoni della potenza di Anna e Marco, Caro amico ti scrivo, Stella di mare. Successo bissato nel 1980 con l'album Dalla, aperto da Balla balla ballerino e chiuso dalla indimenticabile Futura.

Il piccolo, sgraziato, irsuto Lucio Dalla non fa più ridere nessuno. Induce al silenzio, alla commozione, all'allegria, alla riflessione. E fa ridere solo quando vuole. Con simpatiche smorfie durante le interviste o esibendo con autoironia la "pelliccia" che esplode sotto la canotta. Il suo simbolo sono lo zucchetto di lana, gli occhiali tondi e l'immancabile clarinetto. Lo stesso clarinetto che introduce Ma come fanno i marinai, che assieme a Cosa sarà racconterà per sempre in musica di quella straordinaria coppia, Dalla-De Gregori, protagonista di un tour che ha fatto la storia, Banana Republic, per la qualità della musica e della produzione, con gli Stadio come band e in cui trova spazio anche Ron.

Esperienza che chiude un'epoca. Ne è ben consapevole Lucio, che deve aspettare il 1986 per ritrovare un successo all'altezza. Anzi, no. Un successo ancora più grande. E' l'anno di Caruso, ripresa anche da Pavarotti e incisa in una trentina di versioni in tutto il mondo. Nel 1988 la mossa che non ti aspetti, quasi una rivincita: il piccolo, sgraziato, irsuto Lucio incide un album e va in tournée con...Gianni Morandi, proprio l'idolo delle ragazzine di fine anni Sessanta, caduto nell'oblìo quando il gioco si è fatto duro duro.

Nel 1990, Dalla stupisce ancora. Panama calcato sulla testa, arriva accompagnato da due coriste, una particolarmente in carne, e fa canticchiare l'Italia intera con una filastrocca non sense, scritta da Ron: Attenti al Lupo. La critica non è entusiasta, ma ancora una volta il vento è cambiato, arrivano i Novanta e quella canzone è l'intro perfetta di un decennio "da bere". Anni in cui Dalla si divide in mille progetti, dirige la sua etichetta Pressing, compone musiche per film, realizza programmi tv, dipinge e fa il gallerista, incide Pierino e il lupo, si cimenta con la musica classica e continua la sua attività di talent-scout.

Nel 2010, a trent'anni da Banana Republic, la notizia che scuote la musica italiana dalla narcosi dei talent show: Lucio Dalla di nuovo in concerto con Francesco De Gregori, al Vox Club di Nonantola. Il progetto si chiama Work in progress e in breve si trasforma in un tour che traghetta entrambi i protagonisti nel 2011 raccogliendo ovunque il "tutto esaurito", dai teatri alle arene.

Ripresosi dallo sforzo, Dalla decide di tornare a Sanremo nel 2012. Non in veste di interprete ma di autore del brano Nanì, cantato proprio da un reduce del talent Amici, Pierdavide Carone. Lucio assume personalmente anche la direzione dell'orchestra del Festival durante l'esibizione del giovane. Non può saperlo, ma Dalla fissa così la sua ultima immagine per il pubblico italiano: monta sul podio, impugna la bacchetta, ammicca alla telecamera e alla fine sorride soddisfatto. Il saluto di un grande artista, nato il 4 marzo 1943, partito dalla Bologna delle cantine per concludere il suo viaggio a Montreux, ideale capitale europea del jazz, il 1 marzo 2012. Fosse stata una scelta, sarebbe stata perfetta


RIP [SM=g27992]
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3/1/2012 7:10 PM
 
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mi dispiace,mi è sempre sembrato un uomo di grande spessore umano e molto simpatico oltre che un vero artista.Se ne è andato presto,poteva ancora dare alla musica.
RIP.
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3/2/2012 12:46 PM
 
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boh a me la muscia italiana mi sta tendenzialmente sul cazzo.

però me la compro una raccolta.

a me è sempre piaciuta molto quella che fa "come è profondo il mare"..
mi piace quel giro ipnotico.

ieri ne sentivo alcune in serie per radio.
ho riscoperto il Prog che c'era in lui, ad esempio sul finale di Nuvolari.


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3/2/2012 2:32 PM
 
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Quando ero piccolo non mi piaceva Dalla,però con gli anni l'ho apprezzato.
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3/2/2012 3:48 PM
 
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per me al pari di vacso e venditti era morto artisticamente nei primi anni 80 prima però ha fatto belle cose
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3/9/2012 11:39 AM
 
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6 aprile Circolo degli Artisti: Meat Puppets


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4/5/2012 3:49 PM
 
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Re:
promemoria. è domani sera:

giove(R), 09/03/2012 11.39:

6 aprile Circolo degli Artisti: Meat Puppets






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4/6/2012 9:37 AM
 
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Re: Re:
giove(R), 05/04/2012 15.49:

promemoria. è domani sera:








stasera festeggio un amico neoquarantenne..e tra poco tocca pure a me [SM=g27993]

..io penso di andare a vedere i killing joke il 22 apr
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4/6/2012 9:52 AM
 
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anch'io
non i quarantanni ma i killing joke
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