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Calcio-scommesse

Last Update: 3/23/2020 11:19 PM
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7/28/2012 10:59 AM
 
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Conte, prove di patteggiamento

Il tecnico è poco convinto,
ma lunedì i suoi legali incontreranno. Palazzi:
accordo su 6 mesi di stop?




Ora che le accuse sono in campo, per le difese è tempo di studiare le prime contromosse. Antonio Conte è poco convinto di scegliere la strada del patteggiamento per liberarsi dal peso di un processo per doppia omessa denuncia, il tecnico della Juve campione d’Italia non vuole dare la sensazione di resa: senza macchie si considera Conte e, senza paura, è pronto ad entrare in aula mercoledì prossimo. Diversa è la posizione di chi cura gli interessi di Conte: per i legali dell’allenatore bianconero accettare un’eventuale accordo con la procura di Palazzi sulla squalifica da scontare non significherebbe un’ammissione di colpa, ma imboccare la strada più veloce per mettersi alle spalle il rumore dello scandalo.

Le tappe sono obbligate, il tempo è poco. Così, per mettere Conte nelle condizioni di poter valutare tutte le opzioni sul tavolo, lunedì il pool di avvocati del tecnico della Juve avrà un incontro con Palazzi negli uffici della procura federale a Roma. Il legale di Conte, Antonio De Renzis, e quelli del club bianconero Luigi Chiappero e Michele Briamonte, cercheranno di trovare un punto di equilibrio fra la richiesta di pena del procuratore della Figc e la valutazione sul peso che la doppia omessa denuncia ha nelle valutazioni della difesa dell’allenatore. Il patteggiamento è previsto nel codice di giustizia sportiva - art. 23 - e, una volta formalizzato fra le parti, dove ottenere il sigillo della Commissione Disciplinare il primo giorno del processo.

I segnali che arrivano dagli uffici di via Po raccontano di 14 mesi come possibile quantificazione della squalifica di Conte, ma, gli stessi segnali, dicono che gli inquirenti federali potrebbero abbassare le proprie richieste di pena di qualche mese. Dove, dunque, il punto di equilibrio? Quello di lunedì sarà un sondaggio che dovrà, però, tradursi in qualcosa di concreto subito dopo perchè il conto alla rovescia per l’inizio del procedimento - e, quindi, per la delibera sull’eventuale accordo - sta già per scadere: il patteggiamento prevede uno sconto di un terzo della sanzione e, numeri alla mano, sul tavolo di Palazzi, Conte e la Juve, potrebbero trovare un’intesa sui 6 mesi (forse qualcosa in meno) di squalifica.

Di possibile patteggiamento, intanto, si discute in quasi tutti i quartier generali dei tesserati a processo così come dei club deferiti tranne che nel caso di Leonardo Bonucci, deciso ad affrontare il dibattimento convinto di ribaltare l’accusa per illecito sportivo. La ricerca di un accordo con la procura potrebbe coinvolgere il Siena, forse il Bologna e la Sampdoria. E, il Toro? Il club granata ci sta pensando. Prima, però, vuole capire quali possano essere i margini di manovra perchè l’ex Pellicori, per colpa del quale il Toro è a processo, riesca a far derubricare l’accusa di illecito in quella di divieto di scommettere.
lastampa.it

Ma non era tutta una ripicca quella di Carobbio? [SM=g11491]

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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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8/1/2012 11:16 PM
 
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La farsa di oggi è incommentabile..

La Juve e Conte contestano per mesi Carobbio e Palazzi,poi quando capiscono che nessuno sconfessa Carobbio e che hanno tutto lo staff tecnico deferito, allora si passa al patteggiamento, Palazzi fa il patteggiamento di favore a Conte ( 3 mesetti di cui uno estivo ) per 2 omesse denunce, la Disciplinare naturalmente non lo ritiene congruo e la Juventus che fa? vuole ricusare i giudici e parla di atto gravissimo!
Indecenti.


la squadra piu'amata dagli italiani..la vergogna d'italia.
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8/10/2012 3:19 PM
 
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dopo 2 gg di camera di consiglio uscite le sentenze della Gazzetta..

ma il processo a napoli e lazio quando ci sarà?Natale?

ricordo commentatori esaltati ad aprile..sicuramente siamo in EL.."lazio napoli e udinese non calcolatele proprio "
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12/27/2012 8:46 PM
 
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La nuova vita di Stellini, ex vice Conte
"Sto pagando, e alleno i profughi"




L'ex collaboratore di Conte parla di Juve, scommesse, squalifica, colpe: "Ad Antonio ho detto di Carobbio solo prima dell'interrogatorio. Vi racconto di Salernitana-Bari, ma che errore le motivazioni del Tnas"
La squadra si chiama Survivor. E tra i ragazzi africani che sfidano il freddo per un allenamento in notturna c'è Cristian Stellini. In fondo anche l'ex collaboratore di Antonio Conte spera di sopravvivere a una squalifica che lo ha catapultato lontano anni luce dalla Juve e i suoi campioni. Il campo, però, è uguale a ogni categoria: grazie all'associazione "Nicolle e Yves Husson" l'ex di Genoa e Bari è ripartito. "Do una mano a sistemare la difesa", sussurra. Stellini ha gli occhi lucidi e tanta voglia di raccontare la sua versione sulla squalifica patteggiata per il calcioscommesse. E chiarire i passaggi che lo hanno portato da Vinovo al centro sportivo Cit Turin, dove da qualche settimana parla di tattica a dei profughi che sperano di cambiare il destino inseguendo un pallone.


Cristian Stellini, 38 anni, nello spogliatoio di Survivor. Bozzani
Da Bonucci, Barzagli e Chiellini a una squadra improvvisata. Bello, ma non sarà facile...
"Visto da fuori. In realtà è una cosa che mi riempie il cuore: sto a contatto con ragazzi che possono insegnarti tante cose. Tipo: i nostri "problemi" sono nulla rispetto a quello che hanno affrontato. Avevo bisogno di una ricarica simile. Da quando ho patteggiato non riesco a vedere un futuro. Vivo giorno per giorno. Ora guardo al campionato Uisp. Possono tesserami? Sembra di sì".

Il suo nome è legato a doppio filo a quello di Antonio Conte. Lei si è dimesso dalla Juve lo scorso agosto. Vi siete sentiti da allora?
"Tra noi c'era una profonda stima professionale: gli ho mandato 2/3 sms dopo le vittorie più belle della stagione. Ha apprezzato".

Il Tnas nelle motivazioni che hanno accompagnato lo stop di 4 mesi a Conte sostiene che lei lo aveva informato del suo colloquio con Carobbio dallo scorso 8 marzo. Giusto?
"Non è così. La data è riferita alla mia audizione in Procura federale. Al ritorno a Torino avevo detto a Conte una roba tipo "tutto chiarito, nessun problema" perché pensavo impossibile un mio coinvolgimento per AlbinoLeffe-Siena. Figuriamoci quello di Antonio".

Ma lei con Carobbio ha parlato...
"Non per combinare la gara. Dopo la sfida di andata c'era stata una rissa. Avevo usato parole sbagliate e non volevo che il ritorno fosse una caccia all'uomo. A Carobbio avevo chiesto di spiegare questo agli ex compagni. Non c'era nessuna intenzione di illecito. C'è un video di Sky che lo dimostra".

Quale?
"Alla fine della partita mi si vede mentre discuto con Carobbio. Ero andato a chiedergli conto del suo comportamento: perdevamo 1-0 e lui batteva le punizioni all'indietro".

Ma con Conte di queste cose quando ha discusso?
"Poco prima della sua audizione (13 luglio, ndr). Gli ho spiegato che cosa era accaduto. Non l'ha presa benissimo...".

Però a Bari, dove Conte è testimone, lei è accusato di frode sportiva per la sfida con la Salernitana...
"Ho sbagliato e pagherò, ma tutto nasce perché mi sono opposto in modo netto alla combine di Bari-Treviso. Avevo sentito da Masiello strane voci. Allora vado da Gillet: mi rassicura. Il giorno successivo mi cerca un compagno (Santoruvo, ndr): "Stello, noi la gara la diamo. Tu sei libero di non starci, ma fatti gli affari tuoi". Gli rispondo a muso duro e vado dalla squadra: 'Non fate pazzie', dico. Perdiamo giocando male, ma ero convinto fosse una coincidenza. Un anno dopo non ho la stessa forza".

Siamo a Salernitana-Bari...
"Sì, avevo ottenuto di non giocarla: mia figlia doveva operarsi. Ero con la testa altrove quando mi chiedono d'incontrare Fusco e Ganci. Dico sì: sbaglio gravissimo. Dopo arriva la riunione in palestra fatta alle spalle di Conte. C'era l'intera squadra: speravo che qualcuno avesse la forza di fermare tutto, ma pure chi non era d'accordo è rimasto zitto".

Gazzi e Barreto, ad esempio?
"Può essere, non ricordo se hanno avuto un computer. Stessa cosa per Ranocchia: può essere che i soldi li abbia dati a Iacovelli. Sono rientrato martedì al campo: al mio posto c'era una busta con 6-7 mila euro. 'La tua quota', mi spiegano. Li ho presi e regalati".

Molti giocatori si dichiarano vittime del fenomeno scommesse...
"Qualche anno fa a Demetrio Albertini avevo detto: 'I giocatori vanno tutelati: che cosa state facendo per proteggerli?'. Adesso hanno aperto gli occhi. Ci sono interessi milionari intorno alle scommesse. Proibirle non si può. Ecco perché si deve 'blindare' chi va in campo. Gli uomini della Procura federale devono marcarli negli alberghi, durante gli allenamenti. Far sentire la loro presenza in modo da scoraggiare qualunque tentativo. E ancora: ci sono flussi anomali su una partita? Non si gioca. E vogliamo parlare dell'omessa denuncia. Come è strutturata non serve".

Perché?
"Rafforza l'omertà. Meglio eliminarla oppure equipararla all'illecito: se rischio la carriera le cose cambiano. E comunque la giustizia sportiva andrebbe rivista: uno commette decine di combine, poi si pente e prende meno di un giocatore che ha sbagliato una sola volta? Non torna...".

E lei pensa di ritornare alle fine di tutto?
"Non lo so: aspetto il processo bis di Bari. Solo allora avrò una data certa sul mio possibile rientro. Nel frattempo continuo ad aggiornarmi. Vedo decine di clip. In Italia Conte è il tecnico avanti a tutti, poi c'è Montella. Chi sono i nuovi Bonucci e Barzagli? Mica semplice. Terrei d'occhio Sorensen ora al Bologna: avrà un grande avvenire. E poi prenderei Bernardini del Livorno. Magari c'è quello giusto tra i ragazzi di Survivor. Sarebbe bellissimo".


( gazzetta.it )

su pentiti ed omessa denuncia non ha tutti i torti..

però..ti danno una busta con 6-7 mila euro ..e tu..li prendi e li regali???
che schifo quel Bari cmq
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12/28/2012 9:48 AM
 
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non immaginate quanto mi piacciono questi articoletti sui colpevoli che dicono di sé: "sto pagando". di più amo solo quelli in cui dicono: "ho pagato".
li ritaglio dai giornali e me li incornicio tutti.



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Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.
(Samuel Beckett, Worstward Ho)
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1/11/2013 10:07 AM
 
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e Lanzafame che ad agosto alla procura dice di essersi preso 7000 euro per una partita venduta e ancora gioca in serie B?

e Ventura invece di rompere ancora il cazzo col rigore di roma-torino spiegasse come mai lui "che non sapeva niente" si è portato mezzo Bari venduto e corrotto a Torino.

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1/11/2013 10:11 AM
 
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La cosa che non riesco a spiegarmi (o forse si) è che TUTTO il Bari ancora giochi in serie B: una squadra che aveva il listino prezzi per le partite. Normalmente dovrebbe essere radiata da tutti i campionati professionistici. Che cazzo aspettano?
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"A' Gómez, se c'hai 'na penna te faccio l'autografo!"

"Vola, sotto la curva vola, la curva s'innamora, tedesco vola"

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1/11/2013 10:20 AM
 
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infatti è assurdo.
Ma che responsabilità oggettiva è?
Hai stipendiato e mandato in campo per anni un gruppo di giocatori venduti e collusi con la malavita .
Se non te ne sei accorto è un problema tuo.
Ora con tutto l'odio sportivo che si può avere per il Napoli..
ma come si fa da una parte a vedere una squadra penalizzata di 2 punti per un tentato illecito del secondo portiere ( pure sfanculato da due compagni di squadra ) con i 7 punti racimolati a forza di patteggiamenti avallati da quel fenomeno di Palazzi per una società che ha falsato almeno un paio di campionati?

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1/11/2013 11:28 AM
 
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per non parlare del lecce che è stato retrocesso in serie C,
se non erro proprio per la partita contro il bari...
i tempi della giustizia sportiva sono perlomeno discutibili.
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1/11/2013 12:52 PM
 
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Chiuse le indagini della Procura di Bari
Due partite vendute per 220mila euro. Il reato contestato è di concorso in frode sportiva
foto Ansa
CorrelatiDossier15:12 - I carabinieri di Bari, al termine di tre distinti filoni d'indagine sul calcioscommesse della Procura pugliese, stanno notificando in tutta Italia gli avvisi di conclusione delle indagini a carico di 36 persone, tra le quali 27 calciatori in attività ed ex calciatori. Il reato contestato agli atleti è quello di concorso in frode sportiva.
Nel primo avviso di fine indagine, nel quale compaiono i nomi di 27 calciatori - tra cui l'attuale portiere del Torino Jean Francois Gillet, ex del Bari, e l'attuale capitano biancorosso Francesco Caputo - , viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione agli incontri di serie B ritenuti truccati Bari-Treviso del 10 maggio 2008 che finì 0-1, e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009, 3-2. Gli incontri, secondo l'accusa, furono venduti dai biancorossi in cambio di 220mila euro complessivi.

Per perdere Bari-Treviso dieci calciatori biancorossi, secondo l'accusa, hanno intascato complessivamente 70mila euro. Il danaro sarebbe stato consegnato dal calciatore del Treviso William Pianu ai baresi Ivan Rajcic, Vincenzo Santoruvo, Davide Lanzafame, Jean Francois Gillet, Marco Esposito, Nicola Belmonte, Nicola Strambelli, Massimo Bonanni, Massimo Ganci e Vitangelo Spadavecchia.

Per far vincere alla Salernitana la partita, due calciatori e un dirigente della squadra campana, gli atleti Luca Fusco e Massimo Ganci (ex Bari) e il team manager Cosimo D'Angelo, avrebbero offerto 150mila euro a 16 calciatori del Bari, e al faccendiere del Bari Calcio Angelo Iacovelli (accusato anche di favoreggiamento reale). I calciatori biancorossi che, sempre secondo la pubblica accusa, hanno ricevuto il danaro, circa 7mila euro a testa, sono: Andrea Masiello, Cristian Stellini, Davide Lanzafame, Vitali Kutuzov, Marco Esposito, Nicola Santoni, Alessandro Parisi, Daniele De Vezze, Gianluca Galasso, Simone Bonomi, Francesco Caputo, Jean Francois Gillet, Corrado Mario Colombo, Raffaele Bianco, Mark Edusei e Stefano Guberti. Secondo le indagini, Iacovelli avrebbe aiutato i calciatori a compiere il reato di frode sportiva, avrebbe ricevuto l'intera somma destinata ai calciatori distribuendola in parti uguali.

Nel secondo avviso di fine indagine compaiono i nomi di sei calciatori, quattro dei quali ex biancorossi, accusati di concorso in frode sportiva per le presunte combine di Bari-Sampdoria (0-1) e Palermo-Bari (2-1) della stagione 2010/11. I nomi degli indagati sono: Alessandro Parisi, Marco Rossi, Simone Bentivoglio, Stefano Guberti, Angelo Iacovelli e Hristian Ilievski. Nel terzo provvedimento, infine, viene contestato a tre capi ultra' del Bari, già arrestati il 10 maggio 2012, il reato di concorso in violenza privata per aver minacciato e preso a schiaffi un calciatore biancorosso per costringere la squadra a perdere le ultime due partite di campionato Cesena-Bari e Bari-Sampdoria della stagione 20120-2011, e per aver tentato di aggredire un atleta biancorosso che si sottoponeva ai controlli antidoping al termine della partita Bari-Chievo del 20 marzo 2011.

Il pm Ciro Angelillis ha richiesto invece l'archivazione per altri cinque ex biancorossi: Alessandro Gazzi (ora al Torino), Paulo Vitor Barreto (in forza all'Udinese), l'ex manager del Bari Luciano Tarantino, il difensore dell'Inter Andrea Ranocchia e l'attuale tecnico della Juve Antonio Conte. Questi ultimi rischiano tutti, però, il coinvolgimento nel processo sportivo (gli atti sono già stati inviati al procuratore federale Palazzi) con l'accusa di omessa denuncia.
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7/10/2013 3:29 PM
 
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con tutto quello che combina la Roma mi ero quasi dimenticato dell'ennesimo deferimento della storia della Lazio per il calcio scommesse [SM=x2478856] .

Complimenti a Palazzi cmq per la tempistica.
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8/2/2013 4:54 PM
 
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6 mesi di omessa denuncia per uno che si è fatto 10 gg di carcere piu' i domiciliari e ha..omesso di dire da piu' si un anno.
Del resto per quello che Mauri ha subito dalla giustizia ordinaria si è incatenato al Quirinale.
La Lazio multata forse perchè Mauri è capitano e il Genoa ovviamente assolto.
Grandi Preziosi e Lotito.
La giustizia sportiva riesce a fare peggio di quella ordinaria.
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8/2/2013 6:36 PM
 
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Tarallucci e vino.
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4/14/2014 2:23 PM
 
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ma sti risultati allegri di ieri,super rimonta,ecc?
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4/17/2014 12:18 AM
 
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Dalla Bona: “A Napoli stavo benissimo ma Reja non mi considerava. Il calcio italiano fa schifo, l’Inghilterra è un’altra cosa”



Missing. Disperso. Nel 1998 era uno dei 17enni più inseguiti d’Italia, nel 2002 uno dei giovani centrocampisti più apprezzati d’Inghilterra (73 gare e 6 gol col Chelsea, coppe comprese). Oggi che ha 33 anni Samuele Dalla Bona è un disoccupato eccellente – tra tanti disoccupati – a cui non mancano i soldi, ma le opportunità. Sam ha giocato l’ultima gara 2 anni fa a Mantova, in Seconda divisione, ma il declino è cominciato nel 2007, quand’era al Napoli in A. Quest’intervista è un’assunzione di responsabilità, ma anche una frustata al calcio italiano.

Dalla Bona, che cosa sta facendo adesso?
«Niente. Mesi fa ho incontrato Grella, ex centrocampista australiano di Empoli e Torino, mi ha proposto di andare al Melbourne Heart, ma per problemi personali ho dovuto dire di no».

A 33 anni la sua carriera è già terminata?
«A certi livelli penso di sì. Ho il patentino Uefa B per allenare».

Come ha fatto a uscire così presto dal giro?
«Nella primavera 2011 papà Luigi si è ammalato. I medici gli avevano dato 5 mesi di vita. Ero legato a lui, non sono riuscito a farmene una ragione. Ero all’Atalanta in prestito, ma avevo ancora un anno di contratto con il Napoli. L’ho strappato per una sistemazione più vicina, a Mantova. Poi a ottobre papà è morto, io non c’ero più con la testa, mi è venuta la depressione. E, in pratica, ho smesso di giocare».

Chelsea, Milan, Bologna, Lecce, Samp, la promozione in A col Napoli. Poi 2 stagioni con gli azzurri senza vedere il campo, l’Iraklis, il Verona e l’Atalanta con rare presenze. Di chi è la colpa del declino?
«A Napoli stavo da dio, fino alla promozione in A, ma con Reja il rapporto non è decollato. Non mi ha considerato, senza un perché. All’Atalanta mentalmente non c’ero più e fisicamente ho iniziato a non essere all’altezza».

E’ stato un errore lasciare l’Inghilterra?
«Se potessi tornare indietro, resterei lì per sempre. Da noi il calcio è uno schifo. Soprattutto quello che c’è attorno. Le pressioni, la mentalità. Io non sono allineato alla “cultura italiana” e ho pagato anche per questo».

In che senso?
«Mi è capitato di andare in ritiro a metà settimana per Napoli-Genoa e Atalanta-Portogruaro. Se perdi una partita, scattano le contestazioni, le punizioni. E io mi sono sempre ribellato. Sono cresciuto in un Paese nel quale per Chelsea-Manchester United il ritiro cominciava 4 ore prima della partita. Terry non si è mai fatto mancare nulla, anche negli eccessi, eppure è stato capitano della nazionale e del Chelsea. In Italia pensano di avere a che fare con dei bambini. Mourinho è un grande, aveva capito tutto».

Un po’ tutte le società hanno un codice etico.
«Inutile, viene applicato in base alla convenienza. Anche quello della Nazionale. Con quelli bravi si chiude un occhio, con gli altri si usa il pugno di ferro. I cosiddetti “bad boy”, infatti, la maglia azzurra non l’hanno persa e qualcuno sarà anche al Mondiale».

Società troppo buone?
«C’è troppa ipocrisia: se fai tardi la sera o rilasci interviste non autorizzate ti multano. Se vendi le partite, ti perdonano subito».

Si riferisce al calcioscommesse?
«Leggo che Andrea Masiello, uno che ha confessato di aver preso soldi per perdere, durante la squalifica ha incassato lo stipendio minimo che un operaio oggi si sogna e che a gennaio tornerà a giocare. Marco Rossi, altro reo confesso, l’ha preso il Perugia. Altri squalificati giocano da tempo e la giustizia sportiva fa sconti a tutti. Intanto, ci sono decine di giocatori che non hanno mai taroccato una partita senza lavoro. Io ho guadagnato bene, ma c’è gente che fatica ad arrivare a fine mese. Farina, che ha denunciato, ha dovuto smettere e per lavorare è andato in Inghilterra. Quindi uno si chiede: perché essere onesti se a far carriera sono sempre i più furbi?».

Molti ex del Bari dicono di aver subito pressioni, anche dalla malavita.
«Io ho giocato al Sud, a Lecce e Napoli, ma nessuno mi ha mai costretto a fare nulla di illegale. Il mio amico Donati ha giocato in quel Bari, ma è onesto come me, infatti non è stato coinvolto. Io posso avere sbagliato delle annate, ma non ho mai preso soldi per perdere e nessuno mi ha proposto di farlo. Forse sapevano che avrebbero ricevuto un vaff…».

Lei però era in campo in Lecce-Parma 3-3 finita in Calciopoli ed è stato compagno di Doni all’Atalanta.
«Io rispondo dei miei comportamenti. Lecce-Parma l’ho giocata fino in fondo e ho fatto anche gol. All’Atalanta ero l’ultima ruota del carro, non giocavo mai. Posso avere dei sospetti su qualcuno, ma non ho le prove. E, di certo, non tocca a me trovarle».

Poi ci sono partite in cui «meglio due feriti di un morto», come dice Buffon.
«Mentalità tutta italiana. Con il Chelsea andai a giocare in casa del Manchester City già retrocesso, c’era lo stadio pieno e festante e il City ci fece sudare. Un’altra volta Robbie Fowler del Liverpool simulò un fallo da rigore: venne fischiato e insultato dai suoi stessi tifosi. Non so se in dieci anni l’Inghilterra sia cambiata, ma se è come la ricordo io uno come Masiello là non troverebbe più una squadra. Da noi, invece, chi ha sbagliato ha una seconda possibilità mentre quelli che non hanno mai sbagliato e sono senza lavoro passano da coglioni. E poi ci lamentiamo se all’estero ci prendono a schiaffi…».

FONTE Gazzetta dello Sport
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4/13/2017 11:50 AM
 
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Boom di scommesse, vincite record soffiata d'oro a Pozzuoli

POZZUOLI. Quando Stefano Del Sante ha segnato in pieno recupero il gol del raddoppio dell'Ancona sul Parma, testa-coda di domenica scorsa nel Girone B di Lega Pro, c'è stato un boato a Pozzuoli ma il tifo c'entra poco: centinaia di scommettitori hanno azzeccato il risultato esatto e hanno sbancato, incassando cifre che oscillano da 100mila a 225mila euro a testa. Un'impennata sospetta di puntate su una partita anonima della Lega Pro e una voce che girava con insistenza da giorni, di bocca in bocca, nei rioni popolari: «Giocatevi la vittoria secca 2 a 0 dell'Ancona a Parma domenica prossima e vincerete migliaia di euro».

E così il «popolo del betting», composto da operai, casalinghe, studenti universitari e persino ristoratori e imprenditori si è dato da fare. Un'onda anomala con epicentro Monterusciello, mega quartiere del post-terremoto alla periferia di Pozzuoli con 25mila abitanti stipati tra case prefabbricate e palazzoni fatiscenti. Dove le insegne dei centri scommesse sono più grandi e visibili dei cartelli stradali e dove nei bar e nelle pasticcerie ci trovi facilmente i privè, che avvolgono nella privacy i giocatori di slot-machine.

Tutti sapevano da giorni che nei minuti di recupero di Parma-Ancona sarebbe arrivato il gol del raddoppio. E se in giro chiedi di questa strana partita ti rispondono: «È arrivata una soffiata, ci avevano avvisato già». Come ammette il gestore di un circolo ricreativo di via Negri, a ridosso di un Caf, che chiede di restare anonimo. «Si sapeva già tutto da giorni racconta C'è un ragazzo che conosco di Arco Felice che ha puntato mercoledì scorso 850 euro sul risultato secco e ha vinto 85mila euro, mentre i 30 condomini di un intero palazzo hanno giocato a colpo sicuro 100 euro a testa e hanno vinto 30mila euro».

Decine di pensionati hanno puntato metà del loro assegno mensile sull'Ancona. Sono andati a colpo sicuro. Hanno vinto facile. Come un noto ristoratore della zona ai confini tra Quarto e Pozzuoli, che ha giocato 20 schedine singole, ciascuna da mille euro, ed ha incassato 220mila euro. Una storia strana. Che insospettisce molto e che getta ombre di una presunta e tutta da dimostrare combine. «Giravano voci, che abbiamo subito segnalato ai nostri dirigenti e loro ci hanno chiesto di non accettare scommesse sulla partita dice Marika, che lavora al Punto Snai di via Verga vicino l'ufficio postale Ma conosco molti ragazzi di Pozzuoli che sapevano di questa vittoria sicura e hanno puntato dai 10 ai 100 euro, per farsi un regalo di Pasqua». Chi ha giocato 10 euro, infatti, ne ha vinti 1000.

Basta andare su internet e guardarsi il listino di confronto delle quotazioni di varie società di betting su www.superscommesse.it: il 2 a 0 dell'Ancona, ultima in classifica con una sola vittoria in trasferta su 16 partite e reduce da 5 ko consecutivi, era quotata tra 65 e 110 volte la puntata nei listini Sisal, Bwin, Betclic, 888 Sport e Unibet. Un azzardo. Ai limiti della preveggenza per chi, addirittura, ha indovinato pure il minuto esatto del gol: al 92esimo, in pieno recupero, con un tiro infilato da Del Sante tra il palo e la coscia sinistra del portiere parmense Frattali, ex calciatore dell'Avellino che arrivò nel 2014 in Irpinia dopo lo scandalo delle presunte combine della stagione 2013/2014, alle quali è bene chiarirlo era del tutto estraneo come in questa vicenda. Estraneo a questa storia anche il tecnico del Parma Roberto D'Aversa, già coinvolto nel 2004 nel presunto calcioscommesse quando giocava nel Siena.

Al momento, comunque, non c'è alcuna inchiesta né ovviamente ci sono comportamenti penalmente rilevanti. «Sabato mattina ci avevano avvisato dalla sede centrale di bloccare tutte le puntate su Parma-Ancona spiega il titolare del centro Intralot di via Monterusciello 27 Sono stati fortunati, per così dire, quelli che avevano scommesso nei giorni precedenti». Praticamente tutti sapevano, come conferma una ragazza che lavora nel Centro EuroBet nei pressi dello svincolo della Domitiana. «Nel rione non si parlava d'altro racconta qualcuno ha convinto tutti». Ma del Nostradamus flegreo nemmeno l'ombra. Anomalie, che hanno convinto gli allibratori a stoppare le puntate anche durante la gara, temendo il crac. Fiumi di soldi sull'asse Parma-Pozzuoli, in un quartiere dove i clan di camorra hanno gestito per anni videopoker e giro di scommesse illegali.

www.ilmattino.it/napoli/cronaca/boom_di_scommesse_vincite_record_a_pozzuoli-2378...

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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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3/23/2020 11:19 PM
 
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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