Senza Padroni Quindi Romanisti
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Settore Giovanile A.S. Roma

Ultimo Aggiornamento: 30/07/2018 10.40
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28/09/2017 20.03
 
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Leggo dei rinnovi di Keba, Nura e Antonucci fino al 2021-22.

Mo..ok Nura.. tutti ne parlano bene..ma so 2 anni che non gioca na partita per un motivo o per l'altro..
vederlo magari sul campo prima?
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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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Settore Giovanile

Parla Bianchini: «Io, ex bomber ora lavoro in fisioterapia. In poco tempo ho perso tutto»
«Alla Roma tutto perfetto. A Pistoia capii: avrei fatto una carriera mediocre. Non puoi andare a 300 km per due lire»


18 ore fa
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"Mi sentivo invincibile, Roma e Nazionale, mi sembrava di realizzare un sogno. E invece, in poco tempo, ho perso tutto». Lorenzo Bianchini, classe '89, un metro e 87. Attaccante. Capitano della Roma Primavera di Alberto De Rossi nella stagione 2007/2008, di Alberto De Rossi e della Nazionale Under 18 di Francesco Rocca nella stagione precedente. Uno dei più promettenti nel panorama giovanile, non abbastanza per i dirigenti romanisti, che prima lo mandarono in prestito alla Pistoiese e poi lo vendettero all'Isola Liri. Serie C a 19 anni. Un sogno durato un anno e svanito in «troppo poco tempo», come racconta il diretto interessato.

Lorenzo, che ricordi hai delle giovanili della Roma?

«Si respirava il clima ideale per un ragazzino della Roma, che si trova a giocare, anche sotto età, con la sua squadra del cuore. Sotto età perchè non ho fatto gli Allievi Nazionali: De Rossi a soli 16 anni mi volle in Primavera, con la Roma Campione d'Italia. Anni bellissimi: di pari passo, entrai in Nazionale Under 18. Mi sentivo invincibile, mi sembrava di realizzare un sogno e invece, nel giro di poco tempo, ho perso tutto, sia la Nazionale che la Roma. Senza contare che non ho mai esordito in serie A».

Nel 2008 vai alla Pistoiese.

«Vado in prestito, e mi scontro con il calcio vero. Diciannove anni, prima esperienza fuori casa, lontano dall'ambiente ovattato della Roma, mi sono trovato a combattere con situazioni che hanno richiesto una buona dose di maturità per evitare che mi perdessi d'animo. Alla Roma era tutto preciso, tutto perfetto, venivamo coccolati e ci sentivamo già un gradino più in alto. Andare fuori è stata dura: un mondo completamente diverso».

Eri una promessa, ti sei ritrovato ceduto all'Isola Liri.

«Ho fatto un primo campionato in comproprietà all'Isola Liri per poi essere venduto il secondo anno. Già dal primo avevo capito cosa stava succedendo. Quando una società come la Roma parte con la comproprietà vuol dire che non ha molta fiducia nel tuo futuro. È una questione di possibilità: non a tutti vengono date nello stesso modo. Penso che la Roma avesse deciso di puntare su altri, di coltivarli e farli crescere, gli stessi che infatti aveva mandato in prestito in serie A o in B. E io non ero tra questi. Chi viene mandato in C, è quasi scontato che faccia la mia stessa fine: penso a compagni come Claudio Della Penna o Federico Erba. A 19 anni giocare in C1 è difficile. Diventa dura trovare spazio, la società punta su altro, non sulla tua crescita. Per assurdo a quell'età è più facile giocare in serie A».

Quando hai capito che la tua carriera non sarebbe decollata?

«Quasi subito. Dal primo anno a Pistoia avevo capito che non sarebbe stata quella che sognavo, tutt'al più una carriera mediocre. È frustrante e devi essere subito pronto a reagire: da capitano della Primavera della Roma e della Nazionale Under 18 ti puoi ritrovare, come è successo a me, a non essere nessuno nell'arco di pochi mesi. Si passa da una realtà astratta, in cui credi di potere tutto, di essere a un passo da una vita di un certo tipo, al non avere nulla in mano. Devi essere forte, poggiare i piedi a terra e capire che la vita è soprattutto altro, altrimenti rischi di cadere in un vortice dal quale è quasi impossibile uscire fuori. D'altronde a 19 anni, in una società dove l'immagine e il denaro fanno buona parte del brodo, è difficile fare tutto con le proprie forze».

Perché molti giovani talenti come te continuano a perdersi?

«Dico sempre che ho fatto tanto in mezzo a tanti, ma troppo poco rispetto ai grandi. Secondo me tutto questo ai miei tempi succedeva perché passavano per giovani giocatori di 27/28 anni. Ora la situazione è totalmente cambiata: in serie A fanno giocare anche ragazzi di 17/18 anni. Prima c'era molto scetticismo nei confronti dei giovani. A livello giovanile ho fatto il massi mo, eppure a 28 anni mi ritrovo a giocare in Eccellenza. Ora il problema invece è quello dei tanti, troppi soldi che girano nel mondo del calcio, per cui spesso e volentieri si dà pochissimo spazio alle eccellenze del nostro Paese. E ce ne sono davvero tante».

Dal 2009 al 2012 all'Isola Liri. Cosa vuol dire giocare in C2?

«È una piccolissima società, sono stato benissimo per tre anni ma, insomma, non era quelloa cui pensavo quando a 16 anni mi allenavo sul campo di Trigoria. Mi hanno trattato come un figlio, ma non è facile a 20 anni giocare in campionati dove ti scontri con squadre più grandi, di un certo livello. Sicuramente ho le mie colpe, perché ovvio che se avessi segnato 50 gol l'anno mi sarei fatto tutto un altro nome. Però emergere è difficile, soprattutto quando non stai bene di testa, quando sei consapevole di essere passato dal tutto al poco, e di non riuscire a risalire. Ti demoralizzi e anche il rendimento calcistico viene meno».

Poi sei andato ad Arezzo, in D.

«Ad Arezzo sono stato davvero bene, era il primo anno da dilettante ma mi sono sentito come se giocassi in serie A. È una società molto organizzata, con un alto livello di professionismo. Ho fatto bene lì, avevo segnato 10 gol in 23 partite. Ma una serie di situazioni, tra cui anche il cambio del presidente, hanno fatto sì che la nostra squadra venisse quasi tutta rimpiazzata. È cambiato di nuovo tutto, e mi è toccato ripartire ancora una volta da zero».

Nelle categorie più basse, vale ancora la pena vivere di calcio?

«Fino a una certa età sì, poi non più. A 25 anni mi sono reso conto che non valeva più la pena andare a 300 chilometri da casa per guadagnare pochissimo. Arrivi ad un punto in cui l'aspetto economico diventa fonda mentale per la sopravvivenza stessa, hai un'altra testa rispetto a quando avevi 19 anni. Fai una vita da professionista con cinque allenamenti a settimana, partite, trasferte, ritiri. Vedi due soldi ma ti rendi conto che non bastano a vivere. A un certo punto ti devi svegliare per forza, è la vita stessa a svegliarti. Arriva un'età in cui capisci che il sogno è finito e c'è la vita vera. Devi essere pronto a ripartire, a crearti un futuro diverso, anche se il pallone rimarrà sempre parte di te».

Che ricordi hai della Nazionale?

«Quello con l'Under 18 è stato l'anno migliore della mia carriera. Ero preparato a livello fisico, calcistico e mentale, non potevo chiedere altro. Purtroppo è durato solo un anno. L'episodio che mi porto dietro è il gol contro l'Inghilterra da 30 metri, bellissimo. E anche la fascia da capitano: una di quelle emozioni che non dimenticherò mai».

Due anni fa al Pomezia, in Eccellenza, l'ultima stagione al Racing Club. Cosa fa Lorenzo Bianchini oggi?

«La mia ultima esperienza ‘seria', lavorativamente parlando, è stata al Bastia Umbra. Dopo il calcio è diventato solo divertimento e passione. Per ora sono fermo. Ho ripreso gli studi in fisioterapia e quest'estate mi sono laureato. Ho deciso di costruirmi un futuro solido, nonostante il rammarico che mi porto sempre dentro. Lavoro quotidianamente da fisioterapista allo studio di mio padre, a cui devo molto. Mi ha permesso di uscire dal tunnel e mi ha inserito nel mondo del lavoro, un mondo che difficilmente conosci se fino a quel momento hai solo calpestato terreni da gioco. Il calcio alla fine, finché avrò la possibilità, non penso di volerlo abbandonare, è troppo importante. Anche se ad oggi non può essere più la prima scelta. Ma se trovassi una squadra in Eccellenza, andrei».

Hai rimpianti?

«Assolutamente sì. Non avevo le qualità per arrivare chissà dove, ma messo in altri contesti qualcosa di più avrei sicuramente potuto fare. Il mio errore più grande è stato quello, a 17/18 anni , di non andare via dalla Roma, lì non c'era spazio. Il calcio che conta è quello dei grandi. Il problema è che a quell'età ero distratto dal contorno, da Roma, da Totti. Poi il tempo è passato e mi sono reso conto che il calcio giovanile in Italia conta ben poco. Si tende spesso a mitizzare gente che deve star lì per volontà superiori, ma ci sono tantissimi giovani italiani che avrebbero meritato molto di più,, e sono finiti in categorie bassissime o hanno smesso».

Cos'è il calcio per te oggi?

«Non è una passione, è una questione di vita. Non ti nego che sono deluso, è normale: pensavo sarebbe andata diversamente, ho investito tanto tempo della mia vita per poi non ritrovarmi nulla in mano. Però va accettato. È la vita. E ancora oggi mi basta una palla e una strada per essere felice»
...
Buona intervista de il romanista. Mi ero dimenticato del giocatore in effetti.
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Re:
lucaDM82, 29/09/2017 23.21:

Settore Giovanile

Parla Bianchini: «Io, ex bomber ora lavoro in fisioterapia. In poco tempo ho perso tutto»
«Alla Roma tutto perfetto. A Pistoia capii: avrei fatto una carriera mediocre. Non puoi andare a 300 km per due lire»

Hai rimpianti?

«Assolutamente sì. Non avevo le qualità per arrivare chissà dove, ma messo in altri contesti qualcosa di più avrei sicuramente potuto fare. Il mio errore più grande è stato quello, a 17/18 anni , di non andare via dalla Roma, lì non c'era spazio. Il calcio che conta è quello dei grandi. Il problema è che a quell'età ero distratto dal contorno, da Roma, da Totti. Poi il tempo è passato e mi sono reso conto che il calcio giovanile in Italia conta ben poco. Si tende spesso a mitizzare gente che deve star lì per volontà superiori, ma ci sono tantissimi giovani italiani che avrebbero meritato molto di più,, e sono finiti in categorie bassissime o hanno smesso».




Distratto da Totti? [SM=x2478856]

Con lui giocava Brosco che all'epoca pareva un misto tra Nesta e Aldair e poi ha fatto carriera in B e C.

Tanti fanno questo percorso a calare anche perchè del resto crescere nel settore giovanile di una squadra di serie A non equivale ad essere poi giocatore di serie A.
Questo forse è equivoco/illusione di fondo.


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“La curva sud ci ha dato una lezione, si può anche perdere, si possono anche subire amare sconfitte, ma con quegli striscioni che hanno esposto ci hanno fatto capire che nei momenti sfavorevoli bisogna aumentare le energie. Loro ci danno la fede noi gli dobbiamo dare il carattere”. Dino Viola
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va be che sto Barrow sembra mezzo forte..ma 1-7 in casa con l'Atalanta? [SM=g27991]

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aveva fatto sei presenze e sette gol fino a oggi...
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fuori dalla YL.
Squadra che aveva iniziato bene la stagione vincendo anche a Londra col Chelsea ma che da un mese a sta parte perde sempre.
Anche stavolta nn me pare siano stati portati fenomeni d'oltralpe.
Piu' che altro si dovranno dare una svegliata in campionato perchè da quest'anno ci sono le retrocessioni.
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Pallotta:

«Guardate ad esempio Lorenzo Pellegrini, che prima avevamo ceduto in prestito. Non sono sicuro che sarebbe successo se Monchi fosse stato qui. Dovremmo dargli più minuti in campo. Per me sarà un giocatore estremamente importante della Roma per i prossimi 10 anni. Vogliamo essere sicuri che giocatori come lui restino qui e capiscano che la Roma li vuole. Facendo così, le cose possono cambiare leggermente rispetto al passato. Abbiamo tanto altro nei nostri programmi sui giovani, su cui siamo piuttosto impegnati, specialmente per i ragazzi che arrivano fino a 15/16 anni. Ovviamente sono giovanissimi, ma abbiamo individuato molti giovani talentuosi. Crediamo davvero che ad un certo punto, con i programmi che abbiamo e con tutti i cambiamenti fatti, potremmo avere 5 o 6 ragazzi da mandare in prima squadra ogni anno»

Come dire, una secca bocciatura al mercante di uomini etrusco residuale.
Chissà che ne pensa Ausbatini.
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Si',ormai in ogni intervista è velenoso con Sabatini,peccato che quando il norcino commetteva orrori,lui applaudiva.

Intanto Soleri forse all'avellino,gioca poco con lo Spezia.
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Re:
Sound72, 28/09/2017 20.03:

Leggo dei rinnovi di Keba, Nura e Antonucci fino al 2021-22.

Mo..ok Nura.. tutti ne parlano bene..ma so 2 anni che non gioca na partita per un motivo o per l'altro..
vederlo magari sul campo prima?



Ma Nura che fne ha fatto?
Se sta a allenà?

Intanto Luca Pellegrini ora s'è fratturato la rotula.

Sulla primavera c'è un alone da lazzaretto [SM=g27991]
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Gran bel gol in pallonetto di Marcucci nella finale persa con l'inter.
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questo, nella tratta dei Walters, me l'ero perso

«Denis Omic torna in Austria, stavolta al Blau Weiss Linz che milita nella seconda divisione austriaca, in prestito fino al prossimo giugno. Il difensore centrale arrivò nell'estate del 2015 e nella scorsa stagione era stato girato in prestito alla Pro Vercelli. Lo fa sapere con un tweet accompagnato dalla foto, l'account Football 24/7.»
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per il terzo anno di fila la Roma non va al torneo di Viareggio.

Si va avanti anche senza, ma era una partecipazione tradizionale a cui si è rinunciato sistematicamente perchè ormai siamo in una dimensione europea da grande club.
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gli anni scorsi c'era la youth league e quindi era anche una scelta ragionevole.. ma quest'anno perchè no?
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Che vergogna,e' una cosa grave. Viareggio era pure piu' importante del campionato. La grande primavera inizio 80 fino a inizio 90 che tanto ha vinto si distingueva sempre a viareggio.

si vede che Conti e' stato fatto fuori.
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Può darsi pure che dopo due rinunce non l'abbiano proprio invitata la Roma.
Ipotizzo ovviamente..del resto e' un torneo a inviti.
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io comunque rosicavo tanto che la Roma non vincesse il Viareggio avendo una squadra forte.
Mi ricordo che durante un Viareggio mi innamorai di un giocatore che sembrava un fenomeno:
....

...

..

...Choutos.
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De rossi senior rinnova per due anni (e dichiara che de rossi jr potrebbe allenare...)...
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Lazio primavera vicina alla retrocessione con Bonacina allenatore.

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ma perchè bonacina allena la lazio primavera???
[SM=g8909]
[Modificato da gianpaolo77 17/04/2018 10.01]
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